Tribù I: Aggregare un Gruppo attorno ad un’Idea

Posted on by Luca in Senza categoria

Tribù sta per comunità primitiva, nomade, che condivide sfide, lotte e in definitiva un destino.
Le troviamo in Africa, in Amazzonia, ma per noi sono un concetto superato, lasciato alla notte dei tempi quando abbiamo cominciato a coltivare la terra e a costruire villaggi e comunità stabilizzate.

Seth Godin ci ha abituato con i suoi libri i suoi blog e le sue conferenze ad avere una visione non conformista al marketing e alla comunicazione.
In questo caso il concetto che ha sviluppato è che una tribù è fatta da un interesse comune e da uno strumento per comunicare.

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E in un periodo in cui siamo pieni di strumenti per comunicare, la risorsa da coltivare sono le buone idee e la passione per diffonderle.

Non è più necessario infatti avere grandi budget per comunicare nuove idee al mercato o avere grande potere per  diffondere nuove pratiche nelle organizzazioni: è sufficiente creare un movimento.
E per creare un movimento non è necessario comunicare a tutti ma attivare e coordinare le persone appassionate a ciò che si vuole diffondere.
In qualche modo un richiamo al lavoro di Malcom Gladwell sulla diffusione virale delle idee.

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Un leader non inventa l’idea, la coglie, la porta a consapevolezza e ne organizza lo sviluppo nella tribù: connettendo ed aggregando le persone che sposano l’idea.
Un leader è uno cha allora vede le idee emergenti e accetta la sfida di agire per modificare lo status quo: è un eretico che decide di organizzare il cambiamento, senza aspettare il permesso di agire o il mandato dall’alto di una autorizzazione formale.
Si tratta piuttosto di seguire un percorso che prevede di raccontare una storia, di connettere una tribù, di guidare un movimento e di realizzare un cambiamento.

→ Non esistono tribù senza leader, non esistono leader senza tribù
→ Tutti i membri di un’organizzazione possono diventare dei leader
→ Tutto ha a che fare con il cogliere un’idea e diffonderla e organizzane la diffusione
→ Non la si diffonde più solo dall’alto di un’organizzazione o dall’alto di un budget pubblicitario ma sposandola e stimolando una comunità che la condivide
→ Sarà la comunità a seguire, ovvero a dare la leadership a chi coltiva l’idea e ne stimola la diffusione

E ci lascia con tre domande per stimolarci a affrontare le nostre sfide, le idee che ci appassionano e fare di noi dei leader, dentro e fuori le organizzazioni:

Chi stiamo facendo arrabbiare?
Se non stiamo facendo arrabbiare nessuno non stiamo mettendo in discussione lo status quo…

Chi stiamo connettendo?

La chiave è quella di essere attivatori trasversali di relazioni. Da una dinamica duale, io e tu, alla triade, il leader e almeno altre due persone, con il leader che stimola relazioni tra persone che non si conoscevano prima ma che sposano la nostra causa comune.

Chi stiamo guidando?
Il focus sulle persone che stiamo aggregando è la chiave per dare valore alle nostre idee.

E’ allora l’idea di una leadership meno formale e più spontanea, che sfida lo status quo, che costruisce dal basso una cultura e che si appassiona delle relazioni e delle persone che coinvolgono e desiderano lasciare in eredità la loro passione per la causa e per le persone coinvolte.
In qualche modo è un richiamo alla leadership diffusa di cui abbiamo parlato altre volte.

Non è necessario avere carisma per essere un leader al contrario, sposare una causa ci da il carisma del leader.

E se abbiamo bisogno di un mandato Seth chiude con questa raccomandazione: sposate qualcosa a cui tenete e cominciate il vostro movimento!

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