Storytelling e il Potere delle Parole

Posted on by Luca in Senza categoria

Ti chiedono di presentare la tua azienda o il tuo progetto ad un gruppo di persone.
Due i rischi: o sei spaventato da morire dall’idea di parlare in pubblico o affronti la prova con massima inconsapevolezza.
In entrambi i casi rischi di bruciare la tua occasione e non usare efficacemente l’attenzione che gli altri ti danno.
Ma possiamo prepararci e fare pratica per cogliere la nostra occasione…

JD Schramm, ricercatore di comportamento organizzativo alla Stanford Business School, nel suo video Concise Storytelling for Leaders Workshop ci presenta uno schema prezioso per migliorare l’efficacia delle nostre presentazioni in pubblico.
Se volete potete andare subito al minuto 27 dove inizia a presentare le sue sette regole:

1. Andare subito al dunque.
L’attenzione degli altri è un bene prezioso. Non sprechiamolo in inutili presentazioni o introduzioni ma andiamo subito al dunque.
Se abbiamo tempo, possiamo sempre integrare le informazioni di corredo più avanti.

2. Segliere accuratamente le prime (e le ultime) parole.
Effetto prima impressione. Scegliamo accuratamente le prime parole perchè siano dense di significato e perchè possano diventare lo slogan del nostro messaggio. Tanti ricordano le famose parole di Jobs: “stay hungry, stay foolish”.

3. Scegliere il giusto ammontare di dettagli.
Quanti dettagli mettere dipende dal contesto.
Ma facciamo attenzione che siano quelli necessari, non di più, non di meno.

 4. Focalizzare l’attenzione.
Non si parla ad un gruppo, si parla singolarmente ad ogni presente. Dedicare un pensiero focalizzando l’attenzione ad una persona, non guardando a caso al gruppo in modo indifferenziato. Guardate negli occhi individualmente chi vi sta di fronte dedicandogli quello che state dicendo.

5. Creare enfasi, usare umorismo 
Usare metafore, immagini, parole forti o umorismo per stimolare l’attenzione e passare il messaggio. Attenzione però all’umorismo, verso altri è sempre molto più pericoloso di prendere in giro se stessi. O usare la musica se si è un musicista.

6. Usare il Silenzio
Qualche secondo di silenzio be usato rafforza quello che abbiamo detto, riporta l’attenzione delle persone su di noi.

7. Conoscere cosa si vuol dire
Quale è il mio Pubblico (a chi mi sto rivolgendo?), quale messaggio voglio veicolare?, come intendo strutturare il mio messaggio?
La struttura del messaggio, situazione/problema, soluzione/proposta e modalità per raggiungerla vanno allora pensati come fossero una sceneggiatura.

Stimoli tutti preziosi nel nostro percorso per diventare sempre più efficaci nelle nostre presentazioni.

Anche per JD le presentazioni di TED sono un punto di riferimento.
Se è vero che i neuroni specchio ci permettono di imparare anche per imitazione, non sarà mai sprecato dedicare 4 minuti a presentazioni come quella di Mark Bezos:

 

 

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