Rotonde, educazione civica e sviluppo sociale

Posted on by Luca in Società

3927424554_243d134888Una volta le rotonde erano francesi o inglesi.
In Italia non le avevamo, avevamo solo incroci.
Poi tutto d’un tratto ci è venuta la frenesia di costruire rotonde.
E comuni e province ci hanno fatto i loro programmi.

Rotonde piccole, giusto con il centro segnato a terra, quando non c’è spazio o budget, grandi con lavori importanti e belle aiuole quando ce lo si può permettere. In teoria è il modo migliore di gestire gli incroci, rallentando ma non fermando il flusso e permettendo a tutti di entrare senza rimanere eternamente bloccati.

Eppure mi sembra che qualcosa ci stia sfuggendo. Vedo troppe persone entrare nelle rotonde come fosse una competizione, controllando le altre entrate e cercando di guadagnare la precedenza. Non sono le rotonde che ci insegnano l’educazione stradale e senza educazione stradale anche le rotonde da segno di civile fluire possono diventare pericolosi spazi di giungla urbana.

Troppo pensare che sia anche dalla qualità del vivere civile che possiamo sperare di migliorare la qualità della vita nel nostro paese?
Esempi che poi portiamo nelle nostre vite, nelle nostre relazioni, nel nostro lavoro.
Un gesto gentile produce un senso di benessere in chi lo riceve, ma anche in chi lo offre e, cosa ancora più interessante, anche in chi ne è testimone.

Una trasformazione profonda della nostra società parte dal coinvolgere una persona alla volta, partendo da noi.

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