Prossimità

Posted on by Luca in Senza categoria

In due post (1 -2) di un mese fa, con la sua solita sagacia Seth Godin ci ha fatto pensare al senso degli investimenti che vengono fatti per la formazione universitaria negli Stati Uniti. A come forse l’ambizione per formazione universitaria molto costosa presso le più grandi università americane, sia sempre meno garanzia di una vera educazione di eccellenza e più un modo per staccare il biglietto che ci fa illudere di entrare nei giri che contano. Spunti puntuali e provocanti come sempre.

Ieri sera guardando The Social Network, il film che racconta di Mark Zuckerberg e della nascita di Facebook mi è tornata in mente la sua riflessione; mi son chiesto se Mark avrebbe avuto la stessa opportunità se non fosse stato prima ad Harvard e poi a Stanford. E mi è tornato in mente il potere della prossimità, ovvero di quanto importante è essere in una rete di relazioni che ci stimolano e amplificano l’efficacia di quello che facciamo.



Qualche anno fa ci stavamo costruendo il mito che internet avrebbe permesso di allentare la spinta umana ad aggregarsi nelle città e ci saremo permessi di tornare nei paesi. Bastava avere connessione virtuale e fisica. Una buona rete e un aeroporto vicino ci avrebbero permesso di poter lavorare e rimanere in contatto dovunque fossimo. Ed è vero, se pensiamo a come possiamo rimanere connessi anche quando siamo in vacanza sperduti da qualche parte nel mondo, internet  adesso ci ha permesso di  rimanere in contatto con il mondo in un modo mai sperimentato prima.

Eppure non è proprio così. Ovvero questo funziona fino a quando non ti impedisce di coltivare relazioni vere con le persone rilevanti per te e i tuoi progetti. Chi hai vicino influenza le tue idee e i tuoi progetti quando li stai sviluppando e ne amplifica l’efficacia quando poi li hai realizzati. Paradossalmente allora cogliendo lo spunto di Seth, quando stacchiamo il biglietto per un club così esclusivo come una grande università, paghiamo sempre meno l’esclusività della formazione che riceviamo dall’alto e sempre più l’esposizione ad un certo gruppo di pari.

E e questo richiama uno dei grandi suggerimenti di Napoleon Hill, quello del Mastermind group: se vuoi realizzare qualcosa di significativo cerca di creare o entrare a far parte di un gruppo di persone che siano più avanti di te in quello che cerchi di realizzare e gli effetti saranno notevoli.

Ma c’è anche un’altra prossimità:

Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: “Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?”. Costui rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”. E Gesù: “Hai risposto bene; fà questo e vivrai”. Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?”. Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”. Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Và e anche tu fà lo stesso”. – Lc, 10, 25-37

Ecco che forse, se vogliamo far parte di qualche mastermind group di eccellenza, dobbiamo stare attenti a non dimenticarci di farci prossimi.

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