Pane e Denti

Posted on by Luca in Sviluppo Personale

pane

Dopo tanti anni di lavoro come dipendente, con ruoli di responsabilità commerciale, negli ultimi anni Michela aveva trovato il suo equilibrio come libera professionista, con contratti a progetto che le permettevano un equilibrio ideale tra vita privata e lavoro. Con il 2013 la sua “pacchia” è finita… l’azienda con cui lavorava le ha chiesto di farsi assumere a tempo indeterminato per assicurarsi il suo contributo in via esclusiva e continuativa. L’offerta è stata tale che Michela ha accettato con molta soddisfazione.

Ma perché un’azienda vuole avere un dipendente e non comprare i suoi servizi sul mercato come altre merci e servizi? Il merito si nutre di concorrenza e di mercato.
Con un mercato efficiente, se ho davanti due prodotti per un mio bisogno compro quello migliore.


Ma non è così con il lavoro. C’è tutta una teoria che spiega come costa troppo negoziare ogni volta la prestazione, preferisco assumermi le persone capaci e tenermele strette e averle a disposizione anche se così a volte forse pago di più, piuttosto che sobbarcarmi i costi di negoziare ogni minima prestazione.
Come quando scelgo la tariffa flat per il telefonino. Ma è solo questo?
Non proprio, non è facile negoziare sul mercato solo una prestazione quando stiamo condividendo un progetto, quando stiamo chiedendo un coinvolgimento personale.

Non stiamo più comprando una prestazione standardizzata. Stiamo acquisendo capacità e competenze da mettere in gioco. Vogliamo che una persona sia con la mente e con il cuore sul nostro progetto. Che lo senta suo, che ci metta del suo.

Quando ieri Manuela (tanto non è il suo vero nome) mi raccontava le sue novità, offrendomi un piatto di pasta al ragù fatto con la ricetta della nonna, non potevo non pensare al paradosso per cui chi ha il pane non ha i denti, con tanti precari che soffrono la mancanza della sicurezza del lavoro a tempo indeterminato.
Se c’è una lezione per loro forse è questa. Non cercare un posto di lavoro a tempo indeterminato, cercare di diventare quelle persone che le aziende non vogliono farsi scappare.
E, a proposito, in bocca al lupo per la nuova avventura, Giovanna.

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