Manipolare Influenzare, Disciplinare Guidare

Posted on by Luca in Senza categoria

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Nel seminario sulle Riunioni Efficaci che ho tenuto a Brescia la scorsa settimana, ho parlato anche di come si può disciplinare la discussione di un gruppo con delle strategie estremamente efficaci come quella dei 6 Cappelli sviluppata da De Bono o la Strategia Disney, così come l’ha sviluppata Robert Dilts.
Quello che mi ha incuriosito è una obiezione sollevata da un partecipante sul rischio che questo porti a manipolare il gruppo e faccia perdere la spontaneità alla riflessione. Peccato che ci troviamo però spesso a partecipare a discussioni improduttive e si vive in una continua relazione di amore-odio con riunioni che non si possono evitare ma che potrebbero essere molto più efficaci.
E’ abbastanza agevole superare le obiezioni sul rischio della manipolazione. Non si rischia, si fa: ormai sappiamo tutti che non possiamo non comunicare. E comunicare vuol dire influenzare gli altri, coinvolgerli e fare in modo che condividano le nostre idee. Non è quindi in gioco la questione del manipolare: quando entriamo in relazione con altri ne condizioniamo automaticamente il comportamento. La questione rimane semmai quella dell’efficacia della nostra influenza e della bontà degli obiettivi che ci poniamo.
Efficacia della Influenza: comunicare in modo che l’altro possa comprendere più agevolmente e possa condividere le nostre idee.
Mi rendo sempre più conto di quanto chi comunica crea da sè le condizioni perchè l’altro alzi resistenze.
Bontà degli Obiettivi: influenzo gli altri per il mio personale tornaconto o ho a cuore un beneficio collettivo?
Quella che viene chiamata ecologia degli obiettivi è proprio la consapevolezza e la responsabilità di pensare agli impatti dei nostri obiettivi sulle persone che ci stanno intorno.
Più che la manipolazione, credo sia importante riflettere quindi sull’equivoco del spontaneità come valore positivo.
Mi capita spesso di dire che se non si educano i figli, non potremmo lamentarci che spontaneamente poi mangino con le mani o si esprimano con suoni gutturali. Tutta la struttura culturale che ci portiamo appresso, le regole del vivere sociale, sono costruzioni che si sono imposte per l’efficacia dei comportamenti che ne seguono.
Educare allora un gruppo, e forse anche i singoli, ad organizzare il pensiero in un processo strutturato vuol dire allora non frenare ma piuttosto stimolare creatività e confronti efficaci. E il risultato infatti non è certo l’imposizione di una idea precostituita.
Una prova del nove è presto fatta: quale è la qualità delle conversazioni e delle riunioni del nostro team? Riusciamo ad essere produttivi ed efficaci o abbiamo un senso di frustrazione per le dispersioni, le divagazioni, le contrapposizioni che si creano?
Se non è così forse val la pena di investire un po’ di tempo per affinare gli strumenti del gruppo e rendere più efficace e più piacevole lavorare insieme.
Se qualcuno vuol sapere come si può fare, mi contatti, che ne parliamo.

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