Il Costo del Confronto e lo Scambio dei Consiglieri

Posted on by Luca in Governance

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In molte aziende, soprattutto quando proprietà e gestione sono espresse dalle stesse persone, i momenti formali di confronto, come possono essere i consigli di amministrazione, le assemblee, son appunto solo momenti formali. Giusto il tempo di apporre la firma ad un verbale predisposto spesso in anticipo dal professionista di turno. Un peccato. Perché così si perde l’occasione per un momento di riflessione che se ben strutturato permette di ripensare meglio a quello che si è fatto e a quello che si intende fare.

Il consiglio che spesso viene dato è quello di cooptare nel consiglio di amministrazione consiglieri indipendenti. Consiglieri che possono fare da mentori per alcune figure junior della famiglia imprenditoriale, che possono mettere a disposizione le loro reti di relazioni esterne a quelle dell’impresa di famiglia, che possono aiutare con il loro distacco nei processi decisionali legati a tematiche retributive o a decisioni che coinvolgono la proprietà.

Due però i problemi che spesso un’imprenditore si pone: chi coinvolgo? quanto mi costa?

Spesso infatti per ruoli da consigliere indipendente vengono presi in considerazione figure come quelle di professionisti, consulenti o professori universitari. Ottimi elementi per avere prospettive diverse, capaci di qualificare la riflessione e portare con sè approcci e casi delle migliori pratiche.
Ma, appunto, non vengono gratis, e se le dimensioni aziendali son piccole o se la situazione non è proprio felice, può sembrare il caso di non aumentare le spese.

C’è però un’alternativa a cui potremmo fare sempre più spesso riferimento. Ed è quella che potremmo lanciare chiamandola la Banca del Tempo del Consigliere di Amministrazione.

Perché non proporre a due o più imprenditori di scambiarsi il ruolo di consigliere indipendente?
Niente di nuovo per le aziende più grandi, qualcosa che invece potrebbe essere molto utile in quelle più piccole.

“Ma già lo facciamo quando ci confrontiamo di persona”. Potrebbe obiettare qualcuno. Peccato però che quando ci troviamo in occasioni informali, al bar come ad un’altra occasione sociale, non si va oltre lo sfogo reciproco.

Se invece uno si mette a disposizione per diventare il consigliere di amministrazione dell’altro, si crea uno scambio o una triangolazione di servizio che crea vantaggio per tutti. Utile per chi si propone come consigliere di amministrazione che ha la responsabilità di prepararsi e di offrire la sua attenzione e il suo buon senso, utile per chi apre la sua azienda, perché è spinto a professionalizzare i momenti di verifica e confronto e renderli più efficaci e produttivi. Ma non solo, aprire le porte del proprio consiglio di amministrazione è fondamentale per affrontare quei momenti delicati per un’azienda privata come sono i passaggi generazionali, e un segnale inequivocabile per una svolta che spinge alla professionalizzazione dell’azienda.

Ed infine una nota positiva anche sul costo del confronto: zero, se è uno scambio alla pari di tempo, di esperienze e di consigli.

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