I Benefici del Fallimento e l’Importanza della Immaginazione

Posted on by Luca in Senza categoria

J.K. Rowling Speaks at Harvard Commencement from Harvard Magazine on Vimeo.

Joanne Rowling può dire di avercela fatta. Aver creato la saga di Harry Potter l’ha resa la seconda donna più ricca d’Inghilterra, e se consideriamo che Elisabetta è partita un po’ più avvantaggiata, non è un brutto risultato.
Non che il denaro sia l’unico parametro per misurare la realizzazione, ma sicuramente dice di quanto abbia avuto successo quella sua creatura che ha cominciato a scrivere sui tavoli di un bar, madre single con serie difficoltà economiche.

Nel suo discorso ad Harvard del giugno del 2008 propone ai suoi giovani ascoltatori due temi che interessano tutti noi:
i benefici del fallimento e l’importanza della immaginazione.

La storia che racconta è una storia di tanti, la passione per la scrittura nel suo caso che deve trovare il compromesso con le aspettative dei genitori per un percorso di studi che assicurasse adeguate prospettive di lavoro.

Sette anni dopo la laurea comunque, non era un grande momento quello che stava vivendo:  un matrimonio fallito precocemente, un figlio da mantenere, senza lavoro e in ristrettezze economiche le hanno fatto vivere momenti di grande sconforto.

Eppure è proprio a quei duri momenti di criticità che la Rowling fa risalire la sua capacità di focalizzarsi sull’essenziale e non perdersi nella paura del non riuscire a dimostrare quello che si vorrebbe far vedere.

Una volta che hai perso tutto, che non puoi più difendere la maschera delle convenzioni sociali che avresti voluto indossare, ti puoi finalmente permettere di essere te stesso fino in fondo.

Magari non serve arrivare a livelli disperati, riuscire comunque a cogliere i benefici di un fallimento può essere una delle più grandi lezioni che la vita ci dà.

E’ come entrare in acqua e vedere di che pasta siamo fatti: o si impara a nuotare o si va a fondo.

E’ il fallimento che ci permette di trovare una conoscenza di noi stessi così profonda che non è data scoprire altrimenti. E’ nelle avversità che si possono veramente testare le nostre capacità ma anche la solidità delle nostre relazioni. E’ il fallimento infine che ci dà l’umiltà per comprendere che non siamo noi a poter governare la complessità della vita.

L’altro tema del discorso della Rowling, il potere dell’immaginazione, ha a che fare con la capacità umana di mettersi nei panni di altri, e di creare una realtà interiore che cambia la realtà esteriore. Ovvero per dirla con Eistein, l’immaginazione è più importante della conoscenza.

Non è una questione di magia, ma piuttosto di uscire dalla comodità delle proprie esperienze e del conosciuto, di aprire le proprie menti e i propri cuori per immaginare un mondo migliore. Dove poter realizzare i nostri talenti per poter essere di aiuto agli altri.

Per la Rowling, infatti, il rischio è di preferire la comodità di non vedere e non sentire, per non trovarsi esposti alle sofferenze altrui come le è capitato lavorando per Amnesty International. Chiudere però gli occhi alla realtà esterna, rifiutarsi di vedere oltre non è detto che ci liberi da peggiori mostri che coltiviamo dentro di noi.

A noi sta allora la responsabilità di immaginare meglio il mondo reale nel quale viviamo.

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