Evoluzioni a spirale

Posted on by Luca in Senza categoria

Sono salito a Londra domenica scorsa e sono tornato mercoledì notte, i tre giorni con Don Beck sono volati.
Don Beck è una di quelle persone che anche se cominciano a sentire il peso degli anni, impressionano quando parlano con semplicità di cose tanto complesse quanto delicate come i processi di cambiamento sociale che ha avuto la fortuna di accompagnare, in particolare la trasformazione del Sudafrica con l’eliminazione dell’Apartheid.

Il suo modello di lettura e di intervento si basa sui lavori seminali fatti dal professor Clare W. Graves negli anni settanta ed ha l’ambizione di vedere l’evoluzione umana con una chiave che ne spiega tutte le caratteristiche, quelle psicologiche, quelle sociali, quelle culturali.

E’ il complemento che si integra con lo schema dei quattro quadranti e degli otto livelli reso famoso da Ken Wilber.
Ne nasce un modello semplice ed organico che permette di interpretare e predire dinamiche evolutive dello sviluppo umano a livello personale come a livello collettivo, fino a riconoscere i trend evolutivi più generali.

 

Livello A (beige) E’ il livello della pura sopravvivenza individuale, dell’istinto.

Livello B (viola) E’ il livello della prima aggregazione clan tribale e della magia / misticismo che spiega quello che non si riesce a capire. Inizia il sacro in armonia con la natura.

Livello C (rosso) E’ il livello dell’affermazione individuale, del dominio del più forte sugli altri e sulla natura.

Livello D (blu) E’ il livello della ricerca di senso, dell’ordine sociale legato ad una sola verità. E’ il periodo dei fondamentalismi, delle caste, del controllo degli istinti e della punizione per chi non rispetta l’autorità al fine di costruire un ordine superiore.

Livello E (arancio) E’ di nuovo l’affermazione personale volta ad ottenere il meglio e l’abbondanza, lo sviluppo della qualità della vita con le tecnologie, è la pianificazione e l’orientamento ai risultati

Livello F (verde) Torna una visione collettiva, questa volta di egualitarismo, di relativismo al di fuori di qualunque dogma. La comunità e l’armonia è in sé un valore. Ricerca di consenso.

Dopo i primi sei livelli riparte un giro di spirale, che Graves vedeva arrivare ma ancora in fase di affermazione che prevede la capacità di integrare con maggiore consapevolezza tutti i livelli inferiori

Livello G (giallo) E’ il livello che integra una visione di determinismo individuale con la capacità di accettare i flussi della natura, il focus è sulle competenze e sulla capacità di armonizzarle con la natura e gli altri. Senso di pienezza con il tutto, apertura e flessibilità, sistemi aperti.

Livello H (Turchese) (riprende i temi del livello B, viola ma ad un livello superiore, capace di armonizzare in una visione collettiva la consapevolezza individuale. Si riduce la necessità della affermazione di sé_ approccio minimalista.

Livello I (Corallo) è un livello non ancora osservato che continuerà il percorso.

E così a salire in un continuo girare tra spinta al rafforzamento della dimensione personale, individuale, connotata dai colori caldi (rosso, arancio, giallo) e spinta verso la dimensione collettiva, connotata dai colori freddi (viola, blu, verde, turchese).

Ed ogni livello superiore porta con se tracce dei sottosistemi che lo hanno preceduto e che continuano ad influenzarlo.

Ecco allora che un sano blu (definizione delle regole e dell’autorità) è fondamentale per l’affermazione di un arancione positivo, con la realizzazione degli obiettivi personali fondati sulla consapevolezza dell’importanza del rispetto delle regole e dell’autorità come garante del sistema.

L’evoluzione personale o di un sistema da un livello ad un altro è assicurata dalla maturità del livello precedente, dall’energia che non più più essere trattenuta e dalla spinta a superarne i limiti.

Un esempio può essere la spinta, una volta appagata la propria realizzazione personale, al recupero della dimensione altruistica che si ha sia con il passaggio dal rosso al blu che con il passaggio dall’arancione al verde.

Ogni livello è un sistema di valori e di idee, memi, congruenti tra loro che connotano lo stadio evolutivo a livello personale, di gruppo e di sistema.

Tanti nostri disequilibri organizzativi e sociali possono essere letti in modo più efficace quando si riescono ad identificare i loro stadi evolutivi, i loro processi motivazionali, la loro generazione di senso.

Piuttosto che lottare per sostenere le proprie posizioni, giustificate dal livello in cui si trova il sistema a cui si appartiene, è più importante comprendere il livello in cui si trova il sistema in cui si vuole intervenire ed aiutarlo ad evolversi.

Non è possibile infatti chiedere ad un sistema fondato su valori fondamentalisti di addottare un approccio relativista o ugualitario, troppo forte la differenza. E’ più utile aiutarlo ad evolvere agevolando le spinte per la realizzazione personale e solo dopo un po’ di tempo alla loro relativizzazione.

Questa è ovviamente una sintesi veloce che non fa onore ad un modello affascinante per seguire lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni.

Interessante infatti notare come cambia la nostra percezione delle dinamiche relazionali in azienda quando utilizziamo modelli che permettono non solo di interpretarle ma anche di vedere le loro evoluzioni in prospettiva.

Come dice Graves, prendete qualunque cosa l’uomo abbia valutato importante in un precedente livello dell’esistenza, invertitelo, mettetelo in una struttura di livello successivo e avete le chiavi per cogliere una prospettiva generale del futuro remoto dell’uomo.

Alla fine del suo percorso intellettuale che ha avuto il suo cuore tra gli anni cinquanta e gli anni settanta, nel 1974 Graves aveva già intravisto emergere il livello G, giallo, cosa stava emergendo nella società dichiarando:

  1. La qualità e non la quantità diventerà la misura del valore
  2. La riduzione nell’uso verrà valorizzata, la crescita verrà svalutata
  3. La libertà di lavorare per il proprio interesse verrà rimpiazzata dalla responsabilità di operare nell’interesse degli altri
  4. La misura del successo di un sistema educativo non sarà dato dalla quantità delle cose apprese ma dalla capacità di portare ad un livello superiore di consapevolezza
  5. Il capo avrà il compito di facilitare la realizzazione dei collaboratori più che di dirigere le loro attività
  6. Il sistema politico evolverà verso sistemi che richiedono ai candidati avere adeguati requisiti per poter assumere responsabilità
  7. L’etica del tempo libero sostituirà l’etica del lavoro nella valutazione di una persona: un uomo sarà valutato più per la sua capacità di contribuire nel suo tempo non lavorativo rispetto al suo tempo lavorativo
  8. L’equilibrio tra lavoro e studio porterà i giovani a lavorare di più e i vecchi di meno, e viceversa i vecchi a studiare di più e i giovani a studiare di meno
  9. Le azioni che promuovono esistenze interdipendenti saranno più apprezzate di quelle che difendono l’individualità
  10. L’unità con la natura sostituirà l’unità con Dio.

Questo è lo scenario che vedeva emergere, non tutti i punti si sono ancora compiuti ma la tendenza mi pare proprio colta.

Quali gli effetti per il business?
Tanta letteratura sulla leadership, sulla responsabilità sociale dell’impresa, sul consumo sostenibile sembrano andare in quella direzione.
O no?

______________________________________

Per chi fosse interessato ecco il suo testo di riferimento

Spiral Dynamics: Mastering Values, Leadership and Change

copamj.asp

Commenti

commenti

Tag:, , , , , , ,