Decadenze Sociali e Reazioni Civili

Posted on by Luca in Senza categoria

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Oggi è un’altra giornata di lenzuolate di intercettazioni. Sembra proprio di vivere un periodo di decadenza da basso impero.
E non è un tema che si limita alla questione politica o alla qualità morale della vita di chi ci governa. Lo viviamo anche nelle nostre aziende, basta vedere lo scadimento del rispetto della parola data o dei principi di minima della convivenza civile sia dentro le organizzazioni che tra le organizzazioni.

Se qualcuno ricorda ancora il valore di un accordo siglato con la stretta di mano, sembra siamo arrivati a vivere in un ambiente in cui neanche un accordo scritto con il supporto dei nostri avvocati ci può garantire di poter avere quanto pattuito.
Al di la di tutto sembra prevalere la legge del più forte.

E questo non può che stimolare in molti soprattutto i più giovani una reazione, una intolleranza che non può e non vuole accettare, che sente il diritto e il dovere di lottare per un mondo migliore. Come dice qualcuno è il momento di una indignazione sana e non violenta. E sembra che troppi siano o dalla parte di chi ne approfitta, sgomitando per il posto più comodo a tavola e chi passivamente subisce chiudendosi nel suo privato.

Reagire sembra l’unica soluzione eticamente responsabile. Indignazione e Rabbia possono essere preziose emozioni che ci confermano che non vogliamo accettare di abbassare i nostri standard morali. Ma se non vengono subito rielaborate in energia che ci spinge all’azione propositiva verso i nostri ideali, rischiano di sedimentarsi come tossine nel nostro organismo personale e sociale. E rischiamo di contribuire al decadimento che vogliamo contrastare.

Esiste però una alternativa. Che è quella di decidere di agire come San Benedetto.
Nel pieno del decadimento romano poteva andare a Roma e protestare contro pratiche più che degne di competere con quanto leggiamo nei giornali di oggi. O poteva lottare per contribuire a tenere quello che restava dell’impero contro le invasioni barbariche.

E invece no. Come non curante di quanto succedeva attorno si è concentrato per tutta la vita per dare forma con la guida e con la regola alla costruzione di una modalità nuova di fare comunità. Una regola di poche pagine ma che ha dato ispirazione e forma ad una rete di 75 mila monasteri che hanno fatto da ossatura alla costituzione dell’Europa moderna, altro che web.

Qualche ricercatore ci ricorda che i fenomeni sociali di massa rispondono più alle leggi dell’ingegneria idraulica o dell’epidemiologia che a quelli della morale o della psicologia. Proviamo allora a cambiare pagina. Smettere di leggere giornali e di guardare la televisione e tornare ad impiegare la nostra attenzione e le nostre risorse limitate per agire dove possiamo influenzare gli altri. Ma non preoccupiamoci di influenzarli con le parole di sdegno e di riprova per quello che non ci va. Influenziamoli con il nostro personale contributo e e la nostra personale testimonianza per realizzare nella società e nella vita professionale quei principi che sentiamo di dover tener alti.

Non è per niente detto che riusciamo a vincere un decadimento sociale in corso.
Ma di sicuro contribuiremo a gettare i semi di un nuovo ciclo che nasce e aiuteremo i nostri figli ad avere una speranza per il futuro.

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