Dare Lezioni, Ricevere Lezioni

Posted on by Luca in Cambiamento, Leadership, Letture, Società, Sviluppo Personale

putin nyt papa repubblica

Oltre che per il triste anniversario, l’11 Settembre 2013 può essere ricordato per due lettere che sono state mandate ai giornali.
Non capita tutti i giorni che un Papa scriva ad un giornale e che il presidente della Russia scriva ad uno dei più importanti giornali degli Stati Uniti.
Lo scorso 11 Settembre, infatti, la Repubblica pubblicava la lettera di Papa Francesco in risposta agli interrogativi che Eugenio Scalfari gli aveva posto in due articoli estivi e The New York Times pubblicava la lettera di Vladimir Putin al popolo americano.
In entrambi i casi, se non novità assolute, due occasioni di grande riflessione su come stanno cambiando i modi di comunicare di chi ha posizioni di potere ma anche le piattaforme, le sedi in cui questa comunicazione avviene. Sono lettere che non sono scritte sugli organi ufficiali, ma sono entrate in campo sul terreno che potremmo definire della controparte. Con tutti i rischi che ne conseguono: come ha notato Giuliano Guzzo, la pubblicazione della lettera da parte de la Repubblica non è stata proprio immacolata. Anch’io sono rimasto perplesso alla lettura dell’occhiello “La verità non è mai assoluta” e ho notato la forzatura che il giornale ha operato al testo del papa. Ma tant’è, questi sono i giornali che abbiamo…
Con il New York Times la posizione di Putin è stata sicuramente rappresentata in modo più neutro: “A Plea for Caution from Russia, what Putin has to say to Americans about Syria” ovvero, “Un appello alla cautela dalla Russia. Cosa Putin ha da dire agli Americani riguardo alla Siria” ma questo non ha certo impedito di scatenare reazioni stizzite da parte di molti opinionisti statunitensi.
Papa Francesco è rivoluzionario nel modo di relazionarsi, appellandosi al “Pregiatissimo dottor Scalfari” e firmandosi “Con fraterna vicinanza, Francesco.”,
Vladimir Putin si pone molto più in modo paritetico, quando all’inizio chiede di parlare direttamente al popolo americano e ai suoi leaders e quando alla fine chiude ricordando che Dio ci ha fatti equal, ovvero pari, simili.
Papa Francesco poi, sulla scorta di quanto ha iniziato a fare Giovanni Paolo II, non ha paura ad ammettere limiti ed errori della Chiesa, i “fragili vasi d’argilla della nostra umanità”. Putin invece si permette una lezione di stile, che un po’ stride, dal pulpito di una realtà che non sempre è specchiata in termini di libertà di opinione e che sembra non aver nulla da farsi perdonare, neanche la storia recente della Cecenia. Ma non si può pretendere troppo.

Quello che porto a casa, e che offro come riflessione, è la preziosità di questi dialoghi, di questi confronti, con tutto il rischio di essere fraintesi, manipolati, ma anche di prendere posizioni contestabili. Ma occasioni preziose per uscire dalle contrapposizioni sterili, dai muri contro muri che sembrano salvaguardare di più ma che permettono di costruire di meno e passare a ponti di relazioni in cui si rischia il fango dell’altra sponda, ma si comincia a camminare insieme.

Questo perchè solo dal dialogo e dal richiamo reciproco possiamo sperare in un mondo più rispettoso e tollerante dell’altro.

Commenti

commenti

Tag:, , , ,