Crociere tra Avventure e Stati Personali

Posted on by Luca in Sviluppo Personale

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Costa Crociere è proprio nell’occhio del ciclone. Tanto da far si che qualcuno pensi a motivi dolosi.
In questi giorni è il turno dell’incendio di Costa Allegra, oggi il suo arrivo nel porto di Mahè.
Ma per me la notizia che merita un commento è la divisione quasi a metà tra chi ha accettato la proposta della società di navigazione di finire la vacanza in resort di lusso e chi ha deciso di tornare immediatamente a casa con charter messi a loro disposizione.

Tolti tutti i casi possibili di necessità, quello su cui riflettere è il differente approccio mentale che ha portato le persone alle due scelte e l’impatto che queste avranno sui ricordi di questa esperienza e sulle esperienze future. E forse qualche lezione per la gestione delle nostre disavventure di vita e di lavoro.

Quando succede un inconveniente di qualunque tipo possiamo metterci in difensiva, pensando a quale sia il modo migliore per tutelare i nostri interessi, vedendoci come parte lesa e protestando per quello che abbiamo perso.

Oppure possiamo chiederci cosa di buono ci possa essere dietro all’inconveniente per quanto fastidioso, per quanto doloroso che ci possa capitare. E allora possiamo essere in grado di cogliere le occasioni che ci vengono offerte e, nel caso della crociera finita male, scoprire che si può vivere per qualche giorno in quei posti da favola che avremmo solo ammirato dall’oblò.

In entrambi i casi stiamo interpretando la realtà e raccontandoci una storia. Quello di cui non teniamo conto a sufficienza è però l’effetto che le due differenti storie hanno su di noi. Sulla nostra percezione della realtà, sul senso che questa ha per generare sfiducia e risentimento oppure fiducia e gratitudine, in definitiva votando pro o contro la nostra felicità.

L’altra sera mi è stata raccontato questo aneddoto.
Un fotografo famoso suggeriva al figlio, se voleva visitare un paese, di noleggiare o comperare una vecchia auto usata, poco affidabile, che gli permettesse il brivido di non sapere quando sarebbe potuta fermarsi. E li sarebbe potuta finalmente scattare una opportunità di entrare in contatto vero con il contesto che voleva visitare: l’aiuto dei passanti, il meccanico del posto, che nella necessità gli avrebbero fatto scoprire di loro più di quanto avrebbe mai potuto scoprire andando solo in modo sicuro e protetto da un luogo all’altro.

Troppo preoccupati a difenderci, rischiamo di dimenticarci cosa vuol dire viaggiare, quanto sia importante mettersi in una dimensione di esplorazione di quello che accade intorno a noi. Che sia in una nave da crociera o che sia in una qualunque disavventura quotidiana.

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