Competitività, Opacità, Sistemi e Sviluppo

Posted on by Luca in Senza categoria

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Questa volta tocca all’IMD darci una cattiva notizia… nel suo World Competitiveness Yearbook ci colloca tristemente al 50° posto nella graduatoria della competitività mondiale. Cosa possiamo fare quando riceviamo una pagella? Possiamo lamentarci del pregiudizio che i valutatori hanno di noi, possiamo contestare i criteri su cui sono stati fatti calcoli e ragionamenti, possiamo pensare alla famosa metafora del calabrone, per il quale le leggi della fisica sostengono che non possa volare. E come il calabrone, non curarsi degli scienziati e continuare a volare.

Se andiamo all’Opacity Index pubblicato dal Milken Institute, le cose cambiano un po’ ma non la sostanza.
In quel caso ci becchiamo un 31° posto, anche in questo caso ben al di sotto di tante pretese ambizioni internazionali.

Credo che faremmo male a non cogliere questi spunti e non legarli ai tanti segnali che da più parti raccogliamo dentro e fuori il nostro paese.
Di fronte a questi numeri possiamo invece prendere l’occasione per chiederci quale è la modalità con cui uscire dal pantano in cui siamo immersi.

Il problema è come riattivare le energie di un paese e non lasciarlo andare alla deriva.
Se pensiamo a queste  cose in ambito aziendale sappiamo che è tutta una questione di energie sprecate dove le forze spingono in direzioni diverse e sappiamo che non esiste una realtà che possa riuscire ad eccellere senza una chiara visione, dei valori condivisi ed una identità definita.

Da questo punto di vista il nostro paese ha sicuramente bubboni molto difficili da estirpare ma la vera crisi è la non capacità di cogliere in chi ci guida la necessità di lavorare per costruire un terreno comune. Prima ancora che mafie e degradi, la sfida è portare le tante leadership del paese ad una visione di dialogo e di confronto aperto e non ad uno scontro permanente, a lavorare per scoprire il terreno comune che condividiamo e non le specificità che ci separano.

In questo senso il primo nemico da sconfiggere è il conflitto endemico che attanaglia le nostre realtà sociali, non solo a livello di grande politica ma anche nelle sale dei nostri consigli comunali. Anche nelle aziende e nelle famiglie.

Imparare a dialogare e costruire piuttosto che contrastare e distruggere è la chiave fondamentale per mettere ordine e allineamento alle tante energie e tante potenzialità che possiamo esprimere a qualunque livello.

Se pensassi che un articolo nel mio sito possa essere quello che cambia le sorti dell’Italia sarei ben ingenuo. Penso però che ognuno di noi può fare la differenza nel modo con cui si relaziona con gli altri, penso che ognuno di noi ha il dovere di fare la sua parte, prima ancora di lamentarsi del degrado della politica e l’esempio nefasto dei dibattiti televisivi.

Quali sono gli spazi relazionali che possiamo influenzare?

Con chi oggi possiamo costruire un terreno di condivisione e di sviluppo?

A noi la responsabilità di fare dell’immagine che abbiamo in questo post la via del tramonto o la via del futuro.

 

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