Berlusconi e il Passaggio Generazionale

Posted on by Luca in Family Business, Leadership

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“Del tutto impreparati, entriamo nel pomeriggio della vita. Peggio ancora, lo affrontiamo partendo dal falso presupposto che le nostre verità e i nostri ideali ci saranno d’aiuto, come hanno fatto finora. Ma non ci è possibile vivere il pomeriggio della vita seguendo il programma del suo mattino. Perché ciò che è grande al mattino, sarà piccolo la sera. E le verità del mattino diventeranno le falsità della sera”.
- Carl Jung

Berlusconi che a sorpresa vota la fiducia al governo Letta. Colpo di teatro per salvare se stesso e il suo partito dopo aver incassato il no del delfino Alfano. Quella che può essere l’ennesima scena del teatrino della politica italiana contiene non solo delle lezioni per chi si occupa di politica ma una notevole lezione per chi di noi si occupa di aziende e di aziende familiari.

Quella di ieri è una tappa fondamentale nel percorso di Silvio Berlusconi, più di quanto possono riferire i giornali di questi giorni. E’ il segno di un declino che non può essere arrestato, perchè è nella natura delle cose.

La curva del ciclo di vita, nascita, sviluppo maturità e declino, non se lo sono inventati gli esperti del marketing, è proprio la curva che seguiamo tutti noi, per il semplice motivo di essere vivi.

Jung ci ricorda che ci sono fasi nella vita, quella dell’atleta, innamorato di sè e del suo corpo, quella del guerriero, che lotta per affermare se stesso e per conquistare il mondo, quella del politico che negozia per la sua parte, e quella della guida spirituale che tutto integra e tutto comprende. E in questo consiste lo sviluppo, non nel volersi ancorare in una fissità del tempo che non si può arrestare, ma sapendo interpretare le nostre stagioni per dare il meglio in ogni fase. Come le vecchiette che danno buoni consigli perchè non possono più dare il cattivo esempio, direbbe De Andrè.

La sfida più grande per un leader, come per un campione nello sport, è saper decidere come trasformare le sue sfide, come non rimaner ancorato a stagioni che sono passate e che rischiano di farlo cadere nel ridicolo. Jung ci ricorda che è fondamentale per la vita, vivere come se avessimo sempre tanto tempo davanti, altrimenti saremmo destinati a finire prima del tempo e a non vivere pienamente quanto ci è dato. E allo stesso tempo, se non sappiamo leggere con sapienza la nostra storia e la nostra evoluzione, rischiamo di fare la figura di quei campioni che non sanno quando è il momento di lasciare il campo e continuano a giocare fuori tempo massimo.

Nei processi di passaggio generazionale dobbiamo aiutare le giovani leve a mettersi in gioco e prendere le leve del potere, ma dobbiamo anche, e soprattutto, aiutare i senior ad imparare a lasciare andare, a non tenersi aggrappati alla vita resistendo ad un processo di maturazione e invecchiamento che invece va vissuto ed elaborato.

Berlusconi lo ha fatto, almeno in parte, con le aziende, lasciandole alla guida dei figli di primo letto, soprattutto di Marina che sembra emergere come la leader naturale della seconda generazione, dedicandosi anima e corpo alla sua stagione politica, iniziata quando aveva quasi sessant’anni.

Ed è quello che possiamo suggerire a tanti imprenditori, quali sono le tue passioni, quali sono le nuove sfide che puoi e vuoi intraprendere?
Può essere la politica, come in questo caso, ma può essere qualunque altra forma di impegno esterno all’impresa che si vuole affidare ai figli.

Ma nel suo percorso Berlusconi ha continuato a recitare il copione conosciuto, volendo recitare il ruolo del conquistatore fuori e dentro le lenzuola.
Il fatto stesso di avere oggi una fidanzata di quasi cinquant’anni di meno dice qualcosa sul volersi aggrappare a stagioni che non sono congruenti con la sua vita, sul non saper interpretare ruoli diversi in funzione delle stagioni che cambiano.

No, ieri Berlusconi non ha solamente fatto un passo indietro per opportunismo, non ha neanche incassato un no per la prima volta, come dice Le Monde, ci sono già stati Casini, Fini e tanti altri. Ieri Berlusconi ha preso atto che non uno ma un gruppo consistente di persone che lo hanno sempre seguito con grande lealtà gli hanno detto che non erano più disposte a seguirlo.  Alfano ha solo detto che i re era nudo.

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