Appreciative Inquiry – L’Indagine Elogiativa

Posted on by Luca in Organizzazione

Un consulente di sviluppo organizzativo viene chiamato per “sistemare” un’organizzazione, per risolvere dei problemi. Ma oltre che focalizzare l’attenzione sui problemi, ci si può anche focalizzare sul positivo, su quello che va nell’organizzazione.

E questo è uno degli approcci più promettenti nel campo del cambiamento organizzativo, l’Appreciative Inquiry, o della Indagine Elogiativa, sviluppata negli ultimi vent’anni da Cooperrider: la sua idea è quella di “avvicinarsi ai problemi dalla parte opposta”.
L’obiettivo non è quello di negare i problemi ma di focalizzare consapevolmente l’attenzione su ciò che c’è di positivo e su cosa può essere sviluppato in futuro;  quali sono i punti di forza su cui fare leva per la crescita.

Cinque i principi di fondo:

1.    Scegliere il positivo
2.    Recuperare la narrazione delle forze che danno vita all’organizzazione
3.    Individuare gli argomenti che emergono dalle storie e approfondirne l’indagine
4.    Creare delle immagini condivise per il futuro
5.    Trovare modi innovativi di creare quel futuro

Con questo approccio in mente, cambiano le domande che si possono fare alle persone di un’organizzazione: spesso queste vengono costruite insieme con l’azienda per poterle meglio adattare al contesto ma possono avere un canovaccio del genere:

  • Come va?
  • Cosa c’è che sta funzionando nell’organizzazione?
  • Quale è il nostro scopo?
  • Quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere?
  • Quali sono i tuoi desideri e i tuoi sogni?
  • Cosa che vogliamo cambiare?
  • Quale è un aspetto a cui ti puoi realmente appassionare?
  • Quali sono le pratiche che vogliamo migliorare?
  • Quali cambiamenti possiamo fare per migliorare la comunicazione?
  • Quale è la struttura organizzativa ideale per te?
  • Quale è una strategia che se implementata può fare una grande differenza?

Diciamocelo, non siamo abituati ad un coinvolgimento così forte delle persone in azienda.
Pensiamo però all’effetto dirompente si può ottenere, le energie che si possono liberare.
La differenza è tra avere persone che lavorano su progetti di altri, “vendendo” il loro tempo, o seguendo i loro obiettivi personali, e avere invece persone che co-creano il loro futuro nell’organizzazione e fanno propri gli obiettivi del gruppo.
Un cambiamento radicale nell’approccio allo sviluppo organizzativo e una nuova relazione tra le strategie dell’azienda e la sua organizzazione.

Per chi volesse approfondire e trovare ulteriori risorse, è molto interessante l’articolo dedicato all’Appreciative Inquiry da Mario Gastaldi.

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