Andare Oltre per Lasciar Andare

Posted on by Luca in Senza categoria

Un saggio indiano raccontava a Terzani come la vita ti chieda prima di darti da fare per accumulare e poi di darti da fare per lasciar andare. E’ una pillola di saggezza che mi torna spesso in mente lavorando sul passaggio generazionale.
Perché lasciar andare è una delle competenze che più sembrano mancare in chi occupa posizioni di responsabilità. Le motivazioni sono diverse e sono del tutto plausibili. Chi mi deve sostituire non è ancora all’altezza, la situazione non lo permette, ho ancora molto da dare. Il problema però è che spesso per definizione chi deve subentrare non è ancora pronto o la situazione non è ancora ottimale e soprattutto si pensa di poter dare ancora qualcosa. Dare è una dimensione fondamentale del nostro essere umani. Dare è l’altra faccia del ricevere. Dare e ricevere come il flusso del respiro, inspirare-espirare. Non possiamo stare senza dare come non possiamo stare senza espirare. E allora lasciare le responsabilità sembra come bloccare un flusso vitale. Possiamo anche deciderlo razionalmente ma poi una spinta più grande di noi ha il sopravvento. E non è una questione di altruismo o di egoismo, è una questione di pura sopravvivenza.

Possiamo lasciar andare solo se troviamo il modo di andare oltre, di aver qualche altro campo, qualche altra responsabilità in cui poterci dare. Per questo progettare un passaggio generazionale senza prenderci cura dell’andare oltre dei padri può essere poco efficace e può portare a scelte fatte razionalmente ma poi non realizzate pienamente.

Si può allora scegliere di lasciare il progetto aziendale di cui siamo responsabili solo se si riesce a trovare una prospettiva per andare oltre. Altre responsabilità, altre passioni. Possono essere nuovi progetti imprenditoriali, responsabilità associative diverse, la cura di interessi patrimoniali o la cura di progetti personali messi da parte per tanto tempo.

La vita è un progetto a tempo, non è illimitato.
Anche le nostre responsabilità in azienda lo sono.
Se non riusciamo a vivere le nostre responsabilità su una dimensione di progetto rischiamo di non riuscire a staccarcene per tempo.
Lasciare quando si è al culmine della parabola e non quando si sta soccombendo pateticamente alle forze della natura.
Sembra una considerazione ovvia eppure è la qualità dei grandi campioni.

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