Andare Oltre per Lasciar Andare

Posted on by Luca in Family Business, Leadership

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Il sogno di tanti imprenditori quando parlano di cosa vogliono fare, è quello di lasciare le responsabilità della gestione ai figli e allo stesso tempo di non voler lasciare l’azienda, ma piuttosto di rimanere coinvolti, come consiglieri o come supervisori. Si sa che la gente da’ buoni consigli se non può dare cattivo esempio, cantava De Andrè. Il problema è che non sempre questa soluzione aiuta il processo del passaggio generazionale. Da una parte perchè i consigli, per essere ascoltati, devono essere richiesti, dall’altra perchè si rischia di usare il criterio delle esperienze passate non sempre allineate con i cambiamenti che avvengono sempre più rapidamente.


Ma soprattutto, se vogliamo veramente che i nostri figli si assumano la responsabilità dell’impresa di famiglia, dobbiamo capire come fare in modo che siano autonomi e possano assumersi la responsabilità piena del loro ruolo. Un genitore che rimane coinvolto in azienda rimane un genitore, la sua presenza, il suo sguardo rischiano di influenzare chi sta subentrando. Sia bloccando iniziative per non voler essere giudicati, sia attivando iniziative più per reazione che per intima convinzione.
Come fare allora per trovare il giusto equilibrio verso una delega sempre più piena ai figli?
Per far questo molti pensano di lasciare più spazio ai figli, togliendosi da responsabilità gestionali per mantenere ruoli di supervisione, magari nel consiglio di amministrazione o ruoli più operativi, magari tornando a fare qualche ruolo operativo che piace di più e che non si è più potuto seguire come si voleva man mano che l’azienda cresceva.
Può non bastare però. Per riuscire meglio in questo passaggio può essere molto utile che chi vuole lasciare maggiori deleghe ai figli cominci a pensare a qualcos’altro per sè. Che siano ruoli in altri progetti imprenditoriali, magari per la gestione del patrimonio di famiglia, o ruoli più legati ad attività associative o rappresentative, diventa importante non stare solo ai margini dell’impresa che magari si è fondata e che si è gestito per tanti anni ma che ci sia un nuovo progetto personale che dia stimoli o impegni, che assorba energie e dia nuove sfide e soddisfazioni.
Altrimenti il rischio, rimanendo a bordo campo mentre la squadra del cuore ci sembra soffra e faccia fatica, è una fatica troppo grande ed è troppo facile trovare la scusa per tornare in campo a tempo pieno. Soprattutto se si pensa di poter giocare meglio di chi è in campo.
Proviamo allora a chieder loro: dove vogliono indirizzare le loro energie? Quali sono i prossimi progetti? Quali le sfide? Perchè per lasciar andare bisogna andare oltre.

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