Abbandonare la Nave

Posted on by Luca in Leadership

Quello che più mi ha colpito del naufragio della Costa Concordia è l’accusa rivolta al capitano di aver abbandonato la nave.
Sperando che possa provare la sua innocenza mi son ricordato di come sia nel momento della crisi che si possono veramente vedere le persone per quel che sono e per come vivono le loro responsabilità.
E mi è tornata in mente la differenza tra organizzazione formale e organizzazione reale. Tra ruolo e missione. Una conferma di quanto sostengo da sempre. Di come, prima di formalizzare chissà quali ruoli e organigrammi, sia fondamentale che le persone comprendano e sentano veramente le loro responsabilità ed abbiano la capacità e la tenuta morale per poterle sostenere.

Vorrei condividere due riflessioni:

a. oneri ed onori
troppo spesso rischiamo di premiare qualcuno per una posizione che ha raggiunto tributandogli onori e compensi in condizioni di gestione ordinaria senza che abbia veramente dimostrato di saper gestire l’emergenza. Accade poi un disastro e figure che sono di secondo livello o, come in questo caso, clienti che non hanno responsabilità dirette, riescono a farsi parte attiva e  a contribuire alla gestione della crisi più di chi ne sarebbe responsabile.

b. pratica:  tra operazioni ed emozioni
mi è stato fatto notare che una nave appena partita nel suo viaggio come Costa Concordia non aveva ancora avuto il tempo di proporre una esercitazione di emergenza ai propri ospiti. ma leggiamo anche di impressioni di non preparazione nell’equipaggio. anche in questo caso, prima di giudicare il caso Costa Concordia chiediamoci quanto tempo dedichiamo alla prevenzione, alla capacità di gestire l’imprevisto.  E la gestione dell’imprevisto ha due obiettivi: saper cosa fare, saper come gestire le nostre emozioni.

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