Passaggio Generazionale
Una delle sfide più grandi che le nostre aziende devono affrontare è quella del passaggio del testimone da una generazione all’altra.
Non c’è una sola strada, ogni azienda è un caso a sé: dipende dalla storia, dalle dimensioni, dal ruolo operativo della proprietà, dalle storie delle persone coinvolte, le loro esperienze, le loro competenze, le loro attitudini, le loro aspettative.
I miei interventi di consulenza in tema di passaggio generazionale prevedono quattro punti
- La Verifica delle Aspettative
- La Valutazione delle Competenze
- L’ Allineamento degli Obiettivi
- Lo Sviluppo delle Competenze Personali e Organizzative
1. Verifica delle Aspettative
Uno degli errori più grandi che si fanno nei passaggi generazionali è quello di dare molte cose per scontate. Pensiamo di sapere cosa vogliamo e di conoscere gli obiettivi delle altre persone coinvolte. Il problema, cioè, è che non ci rendiamo conto degli eventuali problemi.
Spesso solo uscendo dalla nostra prospettiva e facendoci aiutare da un osservatore esterno riusciamo a comprendere che non è come pensiamo.
Nel corso di incontri individuali con le due generazioni coinvolte, si analizzano le aspettative che le persone hanno rispetto al loro coinvolgimento in azienda e rispetto allo sviluppo dell’azienda:
- Se e come ha intenzione di lasciare chi lascia il testimone,
- perché e come ha intenzione di subentrare chi lo raccoglie.
2. Valutazione delle Competenze
Il passaggio di testimone è un percorso di formazione che una generazione fa all’altra.
Già solo vivendo insieme si imparano stili di gestione, si formano esperienze e si condividono valori. Non basta però: ogni persona ha i suoi talenti, le sue caratteristiche personali che vanno valorizzate e stimolate. Il rischio altrimenti è quello di rafforzare una imitazione che è per sua natura una brutta copia dell’originale oppure non comprendere il perché di modi diversi di impostare l’azienda e la gestione della propria squadra.
Grazie all’uso di strumenti di autovalutazione come il Dolquest è possibile rendere esplicite le caratteristiche personali in termini di modalità di relazione, di modi di fare, di competenze gestionali.
- Per chi lascia il testimone, essere consapevoli delle proprie caratteristiche e delle differenze con chi ci subentra permette di comprendere meglio che ci sono modalità diverse di fare le stesse cose che valorizzano di più le proprie caratteristiche personali.
- Per chi prende il testimone, essere consapevoli dei propri talenti e delle proprie zone cieche vuol dire facilitare la crescita di uno stile di gestione proprio che non sia una riduttiva imitazione di chi ci ha preceduto.
3. Allineamento degli Obiettivi
Rendere espliciti gli obiettivi che si vogliono perseguire nel passaggio generazionale, identificare le aree di congruenza o meno è fondamentale per assicurare un sano passaggio generazionale.
Definire il processo di passaggio delle deleghe, nei tempi e nei modi.
Condividere lo sviluppo che si intende dare all’azienda, sia nelle scelte di prodotto/mercato che nelle scelte organizzative e di direzione.
Non mettere sul tavolo questi temi o metterli in modo poco chiaro è uno degli errori fondamentali nei passaggi di testimone.
Coinvolgendo le due generazioni si esplicitano le rispettive aspettative, si condividono le impostazioni di fondo da dare all’azienda ed infine si programma il passaggio pianificando le modalità ed i tempi per la sua realizzazione.
4. Sviluppo delle Competenze Personali e Organizzative
Non è sufficiente avere un progetto chiaro ed essere consapevoli delle proprie competenze e aree di miglioramento. L’obiettivo deve prevedere la capacità di costruire un gruppo di comando al vertice dell’azienda coerente con le caratteristiche di chi la guida.
Analizzando la struttura organizzativa dell’azienda e le competenze dei suoi primi livelli, si valuta la congruenza del nuovo vertice con le caratteristiche dei suoi riporti e lo si aiuta nel definire un piano di crescita per sè e per la sua squadra.
Aspetti Societari e Giuridici
Una volta definito il progetto di passaggio generazionale, se è necessario può essere coinvolto l’ottimo network di professionisti con cui collaboro per gestire le scelte di carattere societario e giuridico più efficaci per assicurare la riuscita del passaggio generazionale.
Le domande più frequenti
1. Perché usare un professionista esterno?
L’obiezione tipica è quella del chiedersi perché una famiglia alle prese con il passaggio generazionale dovrebbe confrontarsi con un professionista esterno che non sia il commercialista o l’avvocato di fiducia.
Il rischio, seguendo questa impostazione, è di chiedere al professionista di fiducia più di quanto sia nelle sue competenze. Seguire un passaggio generazionale non è solo una questione di buon senso e misura, un passaggio generazionale richiede competenze di consulenza specifiche orientate al processo e non al contenuto, al modo e alle motivazioni con cui si stanno prendendo le decisioni piuttosto che alla scelta in sé.
Spesso un consulente tecnico dà ottimi suggerimenti dal punto di vista giuridico e fiscale ma non sempre riesce a garantire la bontà delle decisioni per il sistema familiare e per quello organizzativo.
2. Quale è l’ Affidabilità e la Riservatezza?
Una delle aree più critiche del passaggio generazionale è quella della fidatezza e della competenza delle persone che si coinvolgono in temi che toccano sia le dinamiche economiche che le dinamiche familiari.
La garanzia di lavorare con un professionista che ha nella sua impostazione professionale la riservatezza e la fiducia è fondamentale per poter condividere temi tanto delicati.
3. E’ necessario coinvolgere tutto il sistema familiare?
L’ideale è sicuramente quello di coinvolgere tutto il nucleo familiare, anche chi non ha ruoli operativi in azienda ma ha un ruolo importante nella dinamica familiare come è a volte il caso della moglie dell’imprenditore.
Nel caso in cui non ci siano le condizioni perché tutte e due le generazioni siano coinvolte, il supporto del facilitatore è comunque utile per aiutare il committente ad impostare la riflessione all’interno della famiglia e dell’organizzazione.
4. Come faccio a capire meglio se ci sono i presupposti per avviare questo processo?
Il primo contatto è un incontro di approfondimento è un investimento gratuito reciproco che il committente e il professionista fanno per conoscersi, per confrontare le esigenze e le competenze in gioco e valutare se ci sono i presupposti per una formalizzazione di un rapporto di collaborazione e di supporto in questo momento tanto delicato nella vita delle persone coinvolte e dell’azienda.