Dati, Informazioni, Conoscenza, Saggezza

3 febbraio 2010


MATTO -  Zietto, se tu fossi il mio buffone,
te n’avrei fatte dare di frustate,
per esserti invecchiato innanzi tempo.
LEAR – Che vuoi dire con questo?
MATTO – Che non avresti dovuto permetterti
d’essere vecchio prima d’esser savio.

Shakespeare, Re Lear

Un bel post di David Weinberger su Harvard Business Review, riprende la gerarchia Dati, Informazioni, Conoscenza e Saggezza (DIKW Data-Information-Knowledge-Wisdom). Weinberg ci ricorda quanto sia complesso e non scontato scalare la montagna del sapere.
In teoria l’evoluzione prevede che i dati si trasformino in informazioni una volta adeguatamente organizzati e le informazioni si trasformino in conoscenza una volta che se ne possano trarre istruzioni per agire e creare valore.

Su queste basi le nostre aziende hanno investito  si sono costruiti poderosi impianti e strumenti per la gestione della conoscenza, investimenti in database, programmi e in algoritmi per estrarre valore dai dati che abbiamo in azienda. Peccato però che il vero modo con cui si può creare conoscenza ha a che fare con la capacità di legare le informazioni perchè queste abbiano un senso ed il valore si crea quando sulla base delle informazioni si agisce.

Questo non vuol dire non lavorare sui nostri dati e non cercare connessioni che diano informazioni e valore a chi deve decidere ma di ricordarsi di non fare troppo affidamento su meccanismi automatici ed impostati una volta per sempre. Di ricordare la fondamentale e paradossale dimensione umana ed esperienziale della conoscenza.

Costruzione di Senso

Una informazione ha senso in funzione del contesto, della cultura, degli obiettivi, del sistema di relazioni in cui questo accade.
E’ come il concetto di coincidenza (Nulla succede per caso, Robert H. Hopcke): due fenomeni sono per noi una coincidenza perchè li leghiamo in funzione di un nostro stato emotivo interno.  E’ importante allora impostare le informazioni nei sistemi informativi ma è altrettanto importante ricordarci che la loro aggregazione strutturata risponde ad una visione legata alle persone ed al contesto in cui il modello informativo è stato pensato.

Per superare questi limiti chi si occupa di controllo di gestione sempre più cerca soluzioni snelle e mobili piuttosto che grandi sistemi costosi da costruire e manutenere, pensiamo agli approcci lean (lean accounting) o basati sulle attività (ABC activity based costing).

Presa di Decisioni

Le decisioni hanno a che fare con il tagliare i ponti, buttare il cuore oltre l’ostacolo.
Sono il contrario dell’Analisi dei dati che, come diceva un mio capo, rischia di portare alla Paralisi.
Ed è quello che le ricerche dei neuroscienziati stanno dimostrando in questi anni. Persone che abbiano subito lesioni ai centri emozionali possono mantenere tutte le loro capacità analitiche ma non riescono più a decidersi, a sapere cosa fare.
Se l’informatica ci ha permesso di sviluppare algoritmi per automatizzare le scelte ma, sempre gli effetti sistemici sono stati efficaci nè sui mercati finanziari nè in azienda.

Maturazione di  Saggezza

Ed infine la Saggezza. Essere sapidi, saper di sale vuol dire aver fatto tesoro delle esperienze, degli errori e dei fallimenti e aver acquisito la capacità di valutare il contesto e le situazioni. In questo senso sono stimolanti le recenti riflessioni di Luca Baiguini sull’importanza del pensiero critico.
Da un lato fare tesoro delle esperienze, dall’altro non dare nulla per scontato. Imparare a fare domande prima di dare risposte e ricordarsi, come ci insegna Shakespeare, che non si diventa saggi solo perchè si diventa vecchi.

Foto: ‘pεrsıstεncε oƒ bεlıεƒ▲dεsırε plεats…‘ by jef safi (‘pictosophizing) via Flickr.
Image is licenced under a Creative Commons Attribution-NoDerivs

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luciano masiero febbraio 4, 2010 alle 19:12

Belle e … stimolanti le due “battute” fra il matto e Re Lear che metti in apertura del Tuo scritto. Bravo. Chiaro ed interessante il testo.

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