C’è sempre tanta curiosità ma anche tanta diffidenza quando l’argomento è l’ipnosi.
L’ipnosi è una di quelle tecniche che sembrano relegate o agli artisti di spettacolo o ai terapeuti.
Perché mai questi sentimenti misti di curiosità e di diffidenza?
Forse perché l’ipnosi ci riporta subito all’idea di una persona che manipola col pendolo un’altra fino a farle perdere il controllo vigile della situazione. Tocca in noi i temi del potere e dell’influenza e tutto quello che proviamo nei confronti di queste parole, spesso sentimenti negativi e di repulsione legati all’idea di manipolare ed essere manipolati.
In realtà, lo stato di ipnosi è uno stato naturale della mente, quello rilassato, tipico del dormiveglia o di quando in auto ci si distrae nei nostri pensieri e non ci si accorge della strada che facciamo, come se avessimo inserito il pilota automatico.
E’ uno stato che permette di attivare risorse altrimenti non disponibili allo stesso modo quando siamo vigili, in termini di immaginazione e di creatività, di memoria e di integrazione.
C’è chi allora si mette un blocco notes vicino al letto per cogliere lo spunto di un’idea del primo mattino, chi si mette in auto per riuscire ad essere più creativo, chi si rilassa per lasciar andare l’immaginazione e godersi più profondamente un panorama.
E un ipnostista serio non fa che questo: aiutarci a creare le condizioni per superare il nostro stato vigile che tende a giudicare e censurare la memoria o le idee e permetterci di accogliere suggestioni che possano attivare le nostre risorse più profonde.
Ma le stesse logiche che governano l’ipnosi governano anche la nostra comunicazione e Charlie Fantechi, a partire dalle sue esperienze di terapeuta e di formatore, ne ha tratto un libro, Parola di Leader, tanto snello quanto efficace nel spiegare in modo semplice cosa rende una comunicazione più suggestiva e carismatica.
L’idea è semplice, spiegare i meccanismi che stanno alla base delle tecniche di ipnosi e dimostrare come siano le stesse che vengono impiegate, in modo più o meno consapevole, anche dai grandi leader nei discorsi che muovono le folle. Charlie ha allora preso alcuni importanti discorsi fatti nella storia da grandi leader ne ha analizzato la struttura per mostrarne le caratteristiche che li rendono particolarmente suggestivi ed efficaci.
Mentre infatti il linguaggio di precisione, che Charlie chiama informativo, serve a far passare dei contenuti o a chiarire e dettagliare il punto di vista dell’interlocutore, il linguaggio ipnotico crea le condizioni perché chi ascolta possa essere più disponibile ad accogliere quei contenuti.
Riuscire allora a possedere e modulare in modo più efficace il nostro linguaggio è un’abilità fondamentale per influenzare gli altri. E torniamo alla curiosità e alla diffidenza iniziale.
Possiamo influenzare gli altri? Si e questo libro è una chicca che ci aiuta ad imparare.
E’ significativo a mio avviso che Charlie proponga insieme a quelli di Obama, Kennedy o Martin Luther King anche discorsi di Stalin o Hitler.
Come a dire che le stesse abilità possono essere usate male o a fin di bene. A noi la scelta.
E qui c’è tutta la differenza tra il carisma della psicologia, inteso come capacità di influenzare gli altri, e il carisma della fede, inteso come talento che nasce da una vita spesa al servizio degli altri.
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Riferimenti:
Parola di Leader -- Il Sito dedicato al Libro
Charlie Fantechi -- Il Sito Personale
Tra i discorsi analizzati da Charlie, questi si possono riascoltare su youtube:
28 Agosto 2008, Discorso alla Convention, Barack Obama
29 Gennaio 2002, Discorso sullo stato dell’Unione, George W. Bush
14 Febbraio 1965, By Any Means Necessary, Malcom X
28 Agosto 1963, I have a Dream, Martin Luther King
20 Gennaio 1961, Discorso di insediamento, John F. Kennedy
18 Giugno 1940, Discorso alla Camera dei Comuni, Winston Churchill