Nella mia recente visita a Londra, Ilaria, oltre ad ospitarmi, mi ha fatto il piacere di farmi conoscere Dragons’ Den, una serie prodotta dalla BBC dove 5 multimilionari inglesi valutano proposte di investimento in progetti di impresa di piccole realtà.
Per quanto l’atmosfera da set televisivo renda un po’ romanzato il contesto, ascoltare 5 imprenditori/finanziatori confrontarsi con proposte di start up o piccoli imprenditori è una lezione su come affrontare la sfida di sviluppare un business e presentarlo nel modo più efficace.
Ovviamente al rientro in aereoporto non posso non imbattermi nella biografia di James Caan uno dei dragoni.
E come sempre una biografia che stimola e insegna più di tanti libri di management.
James, classe 1960, terzo figlio di immigranti pakistani, comincia subito a mostrare tutta la sua energia uscendo da casa a diciassette anni ed inventandosi un percorso che lo porterà ad essere il fondatore di una delle più grandi società di head hunting, di venderla all’apice nel 2000 e reinventarsi una professione nel private equity.
Come sempre la chiave è una grande fiducia in se stessi, una grande capacità di visualizzare e di creare il proprio futuro. In particolare da James porto a casa la sfida di trovare sempre una USP, unique selling proposition, la caratteristica che ti distingue dai concorrenti e fa si che tu riesca a cambiare le carte in tavola in un determinato business, ricombinandone le logiche.
Qualcuno vuole sviluppare Dragons’ Den anche in Italia? In un paese come il nostro pieno di tante risorse imprenditoriali, stimolare gli imprenditori e quelli che vogliono diventarlo a passare il vaglio di un confronto pubblico che li aiuti ad avere una visione più strutturata del loro business è una grande opportunità per chi da noi è spesso troppo autoreferenziato.
Il canale di Dragons’ Den su youtube
http://www.youtube.com/user/DDRepeat

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Ciao Luca,
scusa il mio pessimismo mediatico, ma temo che in Italia potremmo al massimo vedere gli imprenditori sul “Grande Fratello” …..
Il rischio è reale
.
Continuo però a pensare che dobbiamo pensare a cosa altri fanno meglio per poter avere degli esempi da imitare o per avere degli elementi per giudicare la proposta mediatica a cui siamo sottoposti noi.
Vengo da una serata in cui 50 persone hanno avuto l’opportunità di focalizzare l’attenzione sulle loro eccellenze.
Senza sbrodolarsi addosso, 3′30” per toccare con emozione e autenticità quello per cui siamo a questo mondo.
Mettere a frutto i nostri talenti…
Ma se riesco ne faccio un post a breve.
Luca