Budget 2010

17 ottobre 2009

Metà ottobre. Molte aziende sono in piena sessione di budget.
Ma come è che stanno impostando le loro stime per il nuovo anno quando gli economisti si dichiarano incapaci di fare previsioni per il futuro?

Come tutti gli anni è fondamentale fare il budget per aggiornare i costi standard, fare il punto sulla attuale marginalità e proiettare stime economiche e finanziarie per il nuovo anno.
Ma quali i pericoli e quali le opportunità di questo giro di budget?

Il budget è uno strumento che attiva processi di comunicazione circolare tra le funzioni, di definizione e assunzione di responsabilità, di verifica della sostenibilità economica.
Allo stesso tempo c’è il rischio che ogni ente faccia le sue previsioni prudenziali (minori ricavi o maggiori costi) in modo da non dover poi render conto di eventuali peggioramenti.

In un periodo come questo chi è grande e strutturato rischia di fare degli esercizi teorici tanto strutturati quanto poco puntuali o poco convinti da parte dei responsabili coinvolti.
Chi è piccolo rischia di pensare che non ha senso investire tanto tempo per fare un budget.

  • Quale è allora lo spirito con cui si sta affontando il processo di budget?
  • Come è stato comunicato dal vertice?
  • Come è stato recepito dagli operatori?
  • Come vengono definite le responsabilità e gli incentivi?

Un lavoro extra per chi ne ha la responsabilità del coordinamento.

Per quanto concerne il controllo di gestione, oggi più che mai è necessario uno sforzo per avere uno strumento il più facile e flessibile possibile, che permetta di costruire scenari alternativi su cui sviluppare piani di azione diversi e che permetta di essere aggiornato il più spesso possibile per riuscire ad intercettare le dinamiche gestionali, dalla programmazione delle attività e delle risorse, alla gestione dei flussi finanziari.

Per quanto riguarda chi ha la responsabilità del personale, la sfida è quella di farne un momento di comunicazione interna efficace, di assunzione di responsabilità più collettiva che individuale, in modo da spingere non per realizzare l’ottimo locale ma per mettere tutti in condizione di condividere informazioni e di agire efficacemente.

E infine una sfida in particolare per il vertice, per riuscire a dare con questo strumento un segnale chiaro di indirizzo e di confronto in cui ascoltare i segnali che vengono da tutti gli attori coinvolti ma anche di esprimere la propria guida in modo autorevole ed efficace.

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