I valori sono un lusso o una necessità nel mondo degli affari?
Sembra che la dimensione etica sia una dimensione che si può affrontare solo quando ce lo si può permettere. Se i risultati sono buoni allora mi posso permettere di offrire servizi più generosi ai dipendenti o fare della beneficenza, se la situazione non lo permette si tagliano le spese non necessarie e si hanno tutte le giustificazioni per soluzioni anche dolorose.
Ma è proprio vero che debba essere questo l’ordine con cui si affronta la questione?
Due le dimensioni su cui possiamo lavorare per rivedere i valori come una necessità che precede i risultati: profondità e lunghezza.
Profondità
Tanti spunti ricevuti di recente sottolineano come in un periodo di cambiamenti come questo non si possa fare a meno di una revisione integrale del modo di fare business. Ho in mente in particolare Conscious Business di Fred Kofman o Presence di Peter Senge o la Theory U di Otto Scharmer, ma ci torneremo più avanti.
Ricordiamoci cosa sono i valori. Sono la sintesi del perché facciamo le cose: se chiediamo ad una persona perché fa qualcosa ci risponderà con le sue motivazioni personali ma se abbiamo costruito una relazione che ci permette di andare in profondità e chiediamo ancora perché per un po’ di volte, torniamo a pochi valori di fondo: rispetto, onestà, libertà, amore. Se abbiamo un perché profondo, allora possiamo superare qualunque sfida.
Questa è anche la lezione che Vicktor Frankl ha appreso nei campi di concentramento e ha portato nella sua logoterapia: la sfida è quella del senso.
Se si trova il senso delle cose si possono affrontare anche le prove più difficili.
Lunghezza
L’altra dimensione su cui si può riflettere è quella della prospettiva temporale.
Quanto in là si sta proiettando la nostra azione? Ai tre o cinque anni del business plan o alla vita intera? Covey nelle sue famose sette regole mette alla seconda regola, al centro della propria cresciata personale, il principio del cominciare con la fine in mente.
La metafora potente che usa è quella del proprio funerale: immagina di fermarti di fronte ad una chiesa mentre sta iniziando un funerale. Entri per curiosità, ti siedi e pian piano riconosci le persone presenti e ti rendi conto che è il tuo di funerale. Si alza prima un tuo familiare, poi un tuo parente, un tuo collega e un membro della comunità che frequenti e tutti tengono un breve discorso di commosso commiato. Cos’è che vorresti dicessero di te?
Che si debba tornare ad una visione di lungo periodo è un motivo che ritorna spesso in questo periodo di cambiamenti. Da una parte la tattica per la sopravvivenza, dall’altro la bussola per orientare le nostre azioni oltre il contingente e partecipare con l’impresa al futuro che sta emergendo.
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Un’amico mi dice è una alternativa poco redditizia correre in pista senza voler neanche toccare i cordoli quando tutti intorno a te tagliano le curve.
La sfida è aver la fiducia che invece la ricerca di profondità e la prospettiva di lungo periodo è quella che premia, in particolare nei momenti di grande cambiamento.
Alcuni interventi simili possono essere visti anche nei blog di Nicola Menicacci e di Luca Baiguini, in particolare:
La leadership che sconfigge la crisi
Ansia del futuro e dilatazione del presente
Bibliografia
Presence: Exploring Profound Change in People, Organizations and Society (Paperback) By Peter M. Senge, Joseph Jaworski, C. Otto Scharmer, Betty Sue Flowers, 2005
Theory U: Learning from the Futures as it Emerges By (author) C. Otto Scharmer, 2009
Conscious Business: How to Build Value Through Values By Fred Kofman
Ed italiana Business consapevole. Come creare ricchezza attraverso i valori , Fred Kofman, Il punto di incontro, 2009
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Caro Luca, sposare le tue argomentazioni diviene ovvio non appena ci rendiamo conto del momento in tutta la sua gravità ma anche delle opportunità che tutto questo offre.
In particolare ti ringrazio per aver affermato ancora una volta la necessità di una visone di lungo periodo, cosa che ha moltissimi vantaggi e consente il ridimensionamento degli avvenimenti e la strutturazione degli stessi verso i fini che ci siamo posti.